...ho appena incorniciato il diploma, 'official flandrien' finisher!

E' giusto cominciare dalla fine, perchè molto ci resterà di questa esperienza ma la soddisfazione e l'orgoglio per aver portato a termine questa mini-impresa sono valore aggiunto per i ciclisti veri, figuriamoci per noi amatori che ora possiamo sbandierarlo ai 4 venti. Cercherò di raccontare in modo più fedele possibile come è andata. Non nascondo che con l'approssimarsi della data di partenza le preoccupazioni e l'ansia si facevano via via più pressanti, un po' per la paura di non essere pronti ma molto perchè in testa rimbalzavano frasi sentite giorni prima come: 'voi non vi rendete conto di cosa andate a fare...' oppure 'io non lo farei neanche morto...'. La sera della partenza l'eccitazione era palpabile (...non è un doppio senso!) in modo particolare quella di Beppe che più di tutti conosceva l'evento ma che soprattutto più di tutti vive una passione maniacale per il ciclismo. Caricato il camper e partiti giovedì sera verso le 23 in perfetta tabella di marcia abbiamo macinato le prime due ore di viaggio chiacchierando per smaltire l'euforia e poi, uno a uno ci siamo infilati nelle nostre brande. Nicola, con Beppe in veste di navigatore ha guidato fino all'imbocco del San Gottardo poi gli sono subentrato io, poi ancora Nicola e infine anche Federico fino ad arrivare pian piano a percorrere le strade del Belgio. Quì la prima e unica vera sosta per pranzare e per dar modo ad Alessio (che fino a quel momento era stoicamente resistito nella sua branda) di sfoggiare le sue apprezzate doti culinarie. Arrivati a Ninove siamo scesi per ritirare i numeri. Abituati al caos della MDD o della 9 Colli siamo rimasti sorpresi per la scarsissima presenza di ciclisti, una manifestazione che conta circa 20.000 partecipanti e nessun problema per parcheggiare, nessuna coda per ritirare le buste: pensavamo di aver sbagliato posto o chissà cos'altro... Risaliti in camper siamo velocemente arrivati a Brugge, da dove partiva la corsa e ci siamo sistemati nel camping prenotato da Alessio. Quì poco da evidenziare se non la scarsa prrrrrr...ivacy dei bagni che strideva con l'incantevole scenario offerto dalla bellissima cittadina che ci ospitava. Cena e tutti a nanna (...finalmente a camper fermo!!!) stanchi del viaggio e preoccupatissimi per le condizioni meteo che come per buona parte della giornata passata, promettevano pioggia e vento forte. Dormito come sassi, voci raccontano di qualcuno che russava come un toro ma io non ho sentito nulla (...malelingue!). Sveglia alle 5.55 montaggio bici, pseudo-colazione, vestizione, qualche foto e via verso la zona della partenza. Meteo? per ora buono, speriamo che tenga! La partenza è alla francese, dalle 7 alle 8.30, noi arrivati alle 7.20 facciamo un po' di coda per il primo controllo e poi in mezzo a una discreta confusione partiamo da soli e nel giro di pochi km 'raccogliamo' un bel gruppetto (70-80 ciclisti) e decidiamo di 'farci tirare' per almeno i prossimi 100km. Non andrà così! Tutta la prima parte della corsa si snoda attraverso piste ciclabili che a volte sono anche molto strette e allungano molto il serpentone. I semafori poi fanno il resto rompendo spesso la fila e stimolando inevitabilmente la tirata per tappare il buco. Giuseppe e Federico non si fanno pregare e piazzano le loro trenate anche contro vento a 35-40 facendo incazzare non poco Alessio che conoscendo solo le doti delle sue gambe giustamente si preoccupa anche per gli altri temendo per gli oltre 200 km (...e non solo) che mancano all'arrivo. Oltre 130 km percorsi così potrebbero diventare anche noiosi ma noi non ci facciamo mancare nulla e dopo appena una trentina di km arriva la prima grossa emozione. Federico è da poco scattato per chiudere un buco, noi a ruota ci siamo ascoltati le imprecazioni di Alessio che promette di non aiutare nessuno fino alla fine se non smettiamo di fare queste str...te. Ripristinata la calma si procede in gruppo intorno ai 35Kmh, io e Beppe chiacchieriamo dell'accaduto ma improvvisamente sbuca tra le maglie che ci precedono un'aiuola che Beppe non riesce a evitare e tocca con il pedale destro si piega verso destra e cade trascinandosi dietro altri tre ciclisti. Nessuno si fa male, ovvio... tutto è bene quel che finisce bene ma sentire il rumore delle bici che si accartocciano e strisciano sull'asfalto e la coscienza che lì in mezzo non ci sono solo bici porta le palpitazioni fuori soglia per la prima volta da quando siamo partiti. Leccate le piccole abrasioni e raddrizzate le ammaccature del mezzo si riparte, coda al secondo controllo, rifornimento e dopo pochi altri km arriva un'altra sorpresa, il timido sole che tanto ci aveva fatto sperare viene oscurato da grossi nuvoloni che in men che non si dica ci scaricano addosso tutto il loro gelido contenuto. Ragazzi, siamo al giro delle Fiandre, mica al cicloombre domenicale! Il diluvio che scende sulle nostre spalle ci fa un baffo, indossiamo le mantelline (da vedere quella di Alessio...pantalone, giubbino e copricapo) e procediamo come niente fosse. Nei successivi 100 km è un alternarsi di tutte le possibili condizioni meteo, vento, pioggia, sole, arcobaleno manca solo la neve ma pian piano ci approssimiamo alla seconda metà del percorso, farcito di pavè e condito dai famosi muri delle Fiandre...

Continua...

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Aprile 2010 12:34 )